Vielmo e la sua impresa sull’Annapurna hanno conquistato il pubblico di Vezzano

Per chi non aveva mai sentito parlare dell’Annapurna è stata l’occasione per entrare a contatto con la montagna più pericolosa del mondo; per chi già la conosceva è stata l’occasione per rivivere quasi in prima persona un’ascesa coronata da successo come quella portata termine fra mille difficoltà l’1 maggio del 2015 da Mario Vielmo. Il terzo venerdì dell’undicesima edizione di Mese Montagna è così scivolato via rapido per le centinaia di persone che ieri sera hanno affollato il Teatro Valle dei Laghi per ascoltare il racconto, narrato in parte dall’alpinista vicentino, in parte dal filmato “Blue Ice Compact”, delle giornate trascorse lungo il fianco del decimo monte più alto della terra (8.091 metri), noto soprattutto per il tributo di vittime che ha preteso dal 1950, quando fu ascesa per la prima volta da una spedizione francese, ad oggi.
L’Annapurna è la montagna che vanta in assoluto il più inquietante rapporto decessi – conquiste, dato che a fronte di duecento persone capaci di raggiungere la vetta, ben 71 ne sono rimaste vittime. Il perché lo si capisce rapidamente osservando il film realizzato da Vielmo e ascoltando le sue parole: un tempo costantemente inclemente, il continuo distacco di seracchi e soprattutto la frequente caduta di valanghe mettono inevitabilmente nelle mani della casualità una parte del destino di chi la arrampica dapprima per raggiungere i quattro campi intermedi, poi per coprire il tratto finale.
Il racconto di Mario Vielmo, alpinista di Lonigo, che ora ha all’attivo dieci vette over-ottomila, non ha toccato solo gli aspetti tecnici e logistici della spedizione, ma anche lo stretto rapporto che si è prima creato e poi bruscamente interrotto con il suo compagno Sebastiano Valentini, che dopo alcuni giorni in alta quota ha dovuto gettare la spugna per il congelamento di alcune dita delle mani. Un problema con il quale, alla fine, ha dovuto fare i conti anche il protagonista, dato che la temperatura di -35° presente nella parte alta della montagna, unita ai forti venti, gli ha lasciato in dote piccoli congelamenti alle mani e ai piedi risolti solo parecchi mesi dopo il rientro a casa. L’improvvisa defezione del collega e amico lo ha inevitabilmente portato a condividere il progetto con alpinisti di altre nazioni. Solo lui ed altri due, però, sono infine riusciti ad arrivare in cima senza dover ricorrere alle bombole con l’ossigeno.
Al termine della serata il pubblico ha potuto degustare il vino bianco Nosiola e il rosso Rebo dell’azienda agricola Francesco Poli, abbinata ai formaggi di Latte Trento, al pane del panificio Tecchiolli e all’olio extravergine di oliva dei produttori dell’Associazione Olivo Estremo Valle dei Laghi.
Domani Mese Montagna si sposta negli spazi aperti, dato che propone ai podisti la competizione «Sentiero 618» con partenza e arrivo presso il teatro Valle dei Laghi e tre tracciati distinti. Lo start è previsto alle 9,30 per la staffetta e per la camminata, mentre le categorie giovanili si sfideranno a partire dalle 11,30. Venerdì prossimo, invece, la struttura di Vezzano ospiterà, per il gran finale dell’undicesima edizione, le più importanti guide alpine del Trentino, che racconteranno le proprie imprese.

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