Dopo le slackline fra terra e ghiaccio «Mese Montagna» accoglierà Mario Vielmo

È stato lo struggente paesaggio della Groenlandia, con i suoi tramonti estivi senza fine, i suoi iceberg, i volti imperturbabili e senza tempo degli Inuit, a regalare nuove emozioni, ieri sera, al pubblico di «Mese Montagna», la rassegna novembrina organizzata da undici anni a Vezzano. A portare sul grande schermo del Teatro Vallelaghi le spettacolari immagini girate nella zona di Tasiilaq, villaggio situato sulla costa orientale della grande isola, in uno dei punti più vicini all’Islanda, sono stati i protagonisti, trentini e altoatesini, di una particolare spedizione da loro organizzata nel giugno del 2015, chiamata «Montura Iceberg Challenge». L’obiettivo di questa agguerrita compagnia, composta da sette persone, era quello di realizzare e percorrere per la prima volta al mondo una (o più) slackline a quelle inusitate latitudini, sia sulla roccia sia sui ghiacci di un iceberg, documentando l’attività con servizi fotografici e riprese di alta qualità. Il film che racconta quelle lunghissime ed emozionanti giornate si chiama «Between Heaven and Ice» e a presentarlo, ieri, sono intervenuti tre dei protagonisti della spedizione, ovvero il fotografo e videomaker Federico Modica, la fotografa Alice Russolo e Luca Zanon, esperto di social media. Con loro, nella sconfinata isola che rientra nei confini territoriali della Danimarca, c’erano anche i due acrobati Mattia Felicetti e Benjamin Kofler, il fotografo Ralf Brunel e l’operatore video Graziano Bosin.
Il film si basa sulle spettacolari riprese realizzate sia da terra sia dal cielo, utilizzando un drone, combinate con una colonna sonora in grado di aggiungere il giusto pathos alle emozioni suggerite a flusso continuo da acque cristalline, giganti di ghiaccio galleggianti, cieli color brace. Quell’estate aveva fatto seguito, come hanno spiegato al pubblico i tre esploratori, ad un inverno particolarmente freddo, che aveva lasciato in eredità una grande quantità di iceberg e questo aveva complicato non poco la navigazione alla ricerca dell’isola bianca ideale, infine individuata in una formazione a forma di castello. Allestire una slackline su una struttura naturale come questa non è facile, perché il ghiaccio non è uniforme, ma stratificato e mescolato all’acqua, questo ha richiesto grande attenzione. Alla fine, comunque, di traversate sulla fune ne sono state compiute e filmate più d’una, si può così senza dubbio archiviare l’avventura con la formula “missione compiuta” e cominciare a pensare alla prossima.

«Mese Montagna» propone il prossimo appuntamento già nella serata di domani, venerdì 18 novembre (alle ore 20,45), quando porterà sotto i riflettori l’alpinista Mario Vielmo. Vicentino, nato nel 1964 a Lonigo, scala da oltre trent’anni e al proprio attivo ha la bellezza di dieci vette che superano gli ottomila metri. Si tratta quindi di un personaggio che avrà molto da raccontare, a cominciare dalla sua recente spedizione, che lo ha portato a conquistare l’Annapurna, una montagna alta 8.091 metri, difficilissima da “domare”. Vielmo ha infatti dovuto combattere con seracchi, venti fortissimi, temperature limite, strapiombi di ghiaccio vivo e valanghe. Un’impresa, quella che ripercorrerà, infine portata a compimento con la collaborazione del compagno di scalata Sebastiano Valentini, che negli ultimi giorni della spedizione ha però dovuto gettare la spugna a causa di un congelamento delle mani. Dopo l’incontro il pubblico potrà prendere parte alla degustazione di vino bianco Nosiola dell’azienda agricola Francesco Poli, abbinata ai formaggi di Latte Trento, al pane del panificio Tecchiolli e all’olio extravergine di oliva dei produttori dell’Associazione Olivo Estremo Valle dei Laghi.

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