Scialpinismo story

La serata con sei protagonisti della disciplina conquista Vezzano

“Una traccia nella neve dura un attimo, la sua emozione resta per sempre”: la frase che Caterina Mazzalai ha inserito nel video con le sue escursioni racchiude perfettamente lo spirito della serata che ha portato sul palco di del Teatro Valle dei Laghi di Vezzano sei grandi protagonisti dello scialpinismo e conquistato il pubblico, oltre 350 persone, per il terzo appuntamento della rassegna MeseMontagna. Insieme a Caterina, presidente della Sat di Ravina, quelli che lei ha definito i suoi maestri, a cominciare dal patriarca dello scialpinismo in Trentino, Giuliano Giovannini, per continuare con Alberto Degasperi, Angelo Giovanetti, Franco Nicolini e Omar Oprandi. Ognuno di loro ha offerto uno spicchio dell’eperienza scialpinistica, per una visione a 360 gradi dell’andar per montagne con sci e pelli di foca, per poi scendere in assoluta libertà nella neve fresca.
Giovannini, detto Giuliano l’Indiano, per la sua lunga chioma argentea e i tratti scolpiti, è la dimostrazione di un rapporto con la montagna fatto di rispetto e fatica, determinazione e umilità. Privo di una gamba e delle dita della mano destra, è diventato guida alpina, maestro di tanti. E’ uomo che rifiuta la parola “conquistare” riferita alle vette e parla dello sci-alpinismo come libertà. Per lui mettere gli sci per salire è stata la naturale evoluzione dell’alpinismo, uno modo per spostarsi sulle montagne, come è sempre stato per le popolazioni alpine.
Angelo Giovanetti, scalatore, guida e appassionato di Ottomila himalayani, conferma e sottotlinea come la montagna vada vissuta diversamente in ogni stagione, la roccia d’estate ma anche lo scialpinismo di inverno. Con lui poi questa specialità si sposta su un gradino piuù complesso, sulle alte quote. Splendido il video della sua ascesa al Muztagh Ata, seconda vetta del Pamir, oltre 7500 metri, con un versante che è un ininterrotto pendio nevoso. Estrema la fatica dell’ascensione, per il freddo e per l’aria rarefatta, durata quasi due settimane, straordinaria l’emozione della discesa nella neve fresca per un dislivello pari a quasi a quello complessivo della montagna: migliaia di metri senza fermarsi
Affascinanti le immagini da un altro veterano, Alberto Degasperi, che ha posto l’accento sull’amicizia, sull’andare insieme e sulla sicurezza.
Con Franco Nicolini e Omar Oprandi infine si è avuto uno squarcio di quello che è lo scialpinismo competitivo, le gare. Con le immagini dedicate alla loro partecipazione in coppia ad alcune gare fra cui il Trofeo Mezzalama (vinto da Oprandi negli anni ’90) è emersa la fatica e la difficoltà di salire in velocità su montagne difficili, sfidando non solo i limiti umani ma a volte le condizioni atmosferiche.
Nel complesso una serata che ha dato al pubblico immagini splendide e soprattutto trasmesso l’emozionante libertà che offre lo scialpinismo, una disciplina sempre più seguita.