Manolo e Federica Mingolla sugli scudi a Vezzano La via Attraverso il Pesce appassiona il pubblico

La strana coppia composta da Manolo e Federica Mingolla ha fatto centro. Oltre cinquecento persone, ieri sera, hanno assistito alle spettacolari immagini dedicate alla via “Attraverso il Pesce” che i due alpinisti hanno regalato al pubblico di «Mese Montagna», ma soprattutto hanno ascoltato con grande interesse i tanti aneddoti raccontati a proposito delle imprese compiute dai due climber sulla parete Sud della Marmolada e non solo. Il primo, feltrino del 1958, ha scritto pagine indimenticabili di questa disciplina e può essere considerato uno dei pionieri dell’arrampicata libera: la sua impresa del 1984, quando portò a termine la prima ripetuta della via aperta da Koller e Sustr tre anni prima, lo fece balzare agli onori delle cronache, più o meno come è accaduto alla giovane Federica Mingolla, torinese del 1994, che nel luglio dello scorso anno ha avuto ragione della stessa via “Attraverso il Pesce” in appena 18 ore, diventando la prima donna al mondo a riuscirci in libera e come capocordata.
I due ospiti del terzo e penultimo venerdì della 12ª edizione di «Mese Montagna» hanno mostrato al pubblico e commentato le immagini delle proprie conquiste, in linea con il format della manifestazione, poi hanno parlato a ruota libera delle esperienze più significative della propria carriera, lunghissima quella di Manolo, appena cominciata quella di Federica, senza farsi mancare una buona dose di ironia. Maurizio Zanolla, il suo nome di battesimo, ha ricordato quanto e come sia cambiato l’alpinismo nei vent’anni intercorsi fra la sua impresa e quella di Federica, lei ha raccontato come si sia convertita, in pochissimo tempo, da climber sportiva ad alpinista, parlando anche della videoclip girata insieme ai Tiro Mancino, il brano “Piccoli miracoli”, che ne ha aumentato rapidamente la popolarità.
Oltre ai due protagonisti annunciati la serata ha portato per qualche minuto sul palco della palestra del Polo Scolastico di Vezzano anche Marco Cordin e Pietro Garzon, due alpinisti trentini diciottenni, di Cadine il primo, di Baselga del Bondone il secondo, che in estate hanno superato la via “Attraverso il Pesce”, diventando i più giovani al mondo ad esservi riusciti.
«Mese Montagna» si avvia ora verso l’ultima settimana di programmazione. Domani mattina è in calendario la competizione “Sentiero 618”, gara a staffetta con partenza e arrivo nella piazza di Vezzano, mercoledì al Teatro di Calavino sarà protagonista l’alpinista diversamente abile Gianfranco Corradini, che racconterà, con l’ausilio di filmati, la sua conquista dell’Aconcagua. Infine venerdì prossimo, per il gran finale, a riempire la palestra di Vezzano sarà lo scalatore valdostano Hervé Barmasse.